Le donazioni familiari sono uno dei modi più diffusi in Italia per trasferire denaro o beni ai propri cari mentre si è ancora in vita. Aiutare un figlio a comprare casa, regalare una somma per le nozze, passare la casa di famiglia: dietro questi gesti d’affetto ci sono regole precise. Franchigie, atto notarile e la temuta imposta di donazione possono cambiare tutto. Sbagliare costa caro. Qui trovi tutto quello che serve sapere, con numeri reali e una tabella chiara.
Cosa sono le donazioni familiari
Una donazione è un contratto con cui una persona (il donante) trasferisce gratuitamente un bene o una somma di denaro a un’altra (il donatario). Quando avviene tra parenti si parla di donazioni familiari: dai genitori ai figli, tra coniugi, dai nonni ai nipoti. È un atto di liberalità, cioè senza contropartita.
Le donazioni familiari servono a molti scopi pratici:
- Aiutare un figlio ad acquistare la prima casa
- Sostenere le spese di matrimonio o di un nuovo nato
- Anticipare l’eredità e ridurre le liti future
- Passare l’azienda di famiglia alla generazione successiva
- Trasferire un immobile mantenendo per sé l’usufrutto
Le donazioni familiari, dunque, non sono semplici regali; le donazioni familiari serie richiedono attenzione e le donazioni familiari mal gestite finiscono spesso in tribunale.
Attenzione a una cosa fondamentale: le donazioni familiari non sono «regali liberi». La legge italiana le regola con precisione, sia per la forma dell’atto sia per le tasse. E soprattutto tocca i diritti degli altri eredi. Prima di muovere anche solo 20.000€, conviene capire il quadro. Per tenere sotto controllo il patrimonio di famiglia e capire quanto puoi permetterti di donare, uno strumento come TascaPiena ti aiuta a vedere entrate, uscite e risparmio in un colpo d’occhio.
Quando serve l’atto notarile
Questa è la domanda più frequente sulle donazioni familiari. La regola generale è chiara: le donazioni familiari richiedono l’atto pubblico davanti al notaio, alla presenza di due testimoni. Senza questa forma, la donazione è nulla. Sulle donazioni familiari la legge non ammette scorciatoie di forma.
Ci sono però delle eccezioni importanti:
- Donazione di modico valore: un regalo di piccolo importo, valutato in base al patrimonio del donante, non richiede il notaio. Per una persona benestante «modico» può valere qualche migliaio di euro, per un reddito basso molto meno.
- Beni mobili semplici: consegnare in mano un oggetto o un piccolo importo può rientrare nel modico valore.
Per tutto il resto — somme importanti, immobili, quote societarie — il notaio è obbligatorio. Nel caso degli immobili l’atto notarile serve sempre, senza eccezioni. Il costo del notaio per le donazioni familiari varia in genere tra 1.000€ e 2.500€, a cui si aggiungono le imposte. Sembra tanto, ma un atto fatto male apre a contenziosi che costano molto di più.
Franchigie e aliquote per grado di parentela
Qui entra in gioco l’imposta di donazione. La buona notizia: le donazioni familiari godono di franchigie molto generose. La franchigia è la soglia entro la quale non paghi nulla. Solo sulla parte che supera la franchigia si applica l’aliquota dell’imposta di donazione.
Come si calcola l’imposta di donazione nella pratica? L’imposta di donazione non colpisce mai l’intera somma tra genitori e figli: si applica solo oltre la franchigia. Per i fratelli l’imposta di donazione parte dopo i 100.000€ con aliquota al 6%. Per gli estranei, invece, l’imposta di donazione dell’8% colpisce tutto dal primo euro. E ricorda: l’imposta di donazione si versa al momento dell’atto notarile.
Ecco il quadro aggiornato per grado di parentela:
| Beneficiario | Franchigia | Aliquota imposta di donazione |
|---|---|---|
| Coniuge o figli (parenti in linea retta) | 1.000.000€ per ciascun beneficiario | 4% sull’eccedenza |
| Fratelli e sorelle | 100.000€ per ciascun beneficiario | 6% sull’eccedenza |
| Altri parenti fino al 4° grado e affini | Nessuna franchigia | 6% sull’intero valore |
| Altri soggetti (estranei) | Nessuna franchigia | 8% sull’intero valore |
| Beneficiario con disabilità grave | 1.500.000€ | 4% / 6% / 8% secondo il grado |
Un esempio concreto. Un padre dona 1.200.000€ al figlio. La franchigia è 1.000.000€, quindi l’imposta di donazione si calcola solo su 200.000€: il 4% fa 8.000€. Se invece la somma resta sotto il milione, l’imposta di donazione è zero. Ecco perché le donazioni familiari in linea retta sono così convenienti: nella grande maggioranza dei casi non si paga alcuna imposta di donazione. In pratica quasi tutte le donazioni familiari tra genitori e figli restano sotto la franchigia e l’imposta di donazione non è dovuta.
La franchigia si calcola sul totale ricevuto nel tempo da quel donante, non su ogni singolo atto. Se hai già ricevuto 900.000€ dal papà, ti resta solo 100.000€ di franchigia.
Ogni euro oltre la franchigia sconta l’imposta di donazione: l’imposta di donazione va calcolata prima di firmare e l’imposta di donazione dipende dal grado di parentela.
Donare denaro o immobili
Le donazioni familiari più comuni riguardano il denaro. Anche qui vale l’imposta di donazione con le sue franchigie. Se doni una somma tramite bonifico, la strada corretta è comunque l’atto notarile per gli importi non modici. Molte famiglie sbagliano facendo un semplice bonifico «fai da te»: quel trasferimento può essere contestato e crea problemi con gli altri eredi.
Nel caso degli immobili il discorso cambia. Oltre all’imposta di donazione (con le stesse franchigie), sulle donazioni familiari di immobili si pagano anche:
- Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
- Imposta catastale: 1% del valore catastale
- Le agevolazioni «prima casa» possono ridurre queste imposte a 200€ ciascuna, se il donatario ha i requisiti
Un aspetto poco noto: l’imposta di donazione sugli immobili si calcola sul valore catastale, quasi sempre molto più basso del valore di mercato. Anche in questo caso l’imposta di donazione segue le stesse franchigie viste per il denaro. Questo rende le donazioni familiari di immobili fiscalmente leggere. Prima di procedere, però, valuta l’impatto sul tuo bilancio complessivo con TascaPiena, così da non intaccare il fondo emergenza della famiglia.
Sul fronte fiscale, insomma, l’imposta di donazione resta il fattore decisivo: pianificare le donazioni familiari sotto la franchigia azzera del tutto l’imposta di donazione, sia per il denaro sia per la casa.
Donazione indiretta e rischi con gli eredi
Esiste anche la donazione indiretta: raggiungi lo stesso risultato di un regalo senza fare una donazione formale. L’esempio classico è il padre che paga direttamente al costruttore la casa intestata al figlio. Non c’è un atto di donazione, ma l’effetto economico è lo stesso. La donazione indiretta è valida e in molti casi non richiede il notaio, ma dal punto di vista degli eredi conta esattamente come le altre donazioni familiari.
E qui arriva il rischio più importante. Gli eredi legittimari (coniuge, figli, in loro assenza i genitori) hanno diritto a una quota minima del patrimonio, chiamata quota di legittima. Se le donazioni familiari fatte in vita hanno ridotto quella quota, alla morte del donante gli eredi lesi possono agire con l’azione di riduzione.
Cosa comporta l’azione di riduzione:
- Le donazioni possono essere «aggredite» per ricostituire la quota di legittima
- Si parte dalla donazione più recente e si risale nel tempo
- Un immobile donato può diventare difficile da vendere o ipotecare per 20 anni
Per questo le donazioni familiari vanno pianificate guardando all’intero asse ereditario, non al singolo figlio. Un notaio esperto sa come bilanciarle. Su questi temi trovi altri approfondimenti nel nostro articolo su separazione e divorzio, dove il patrimonio familiare gioca un ruolo centrale.
Quando conviene donare
Le donazioni familiari convengono in diverse situazioni concrete:
- Quando vuoi aiutare subito un figlio, senza aspettare l’eredità
- Quando il patrimonio resta sotto la franchigia e l’imposta di donazione è zero
- Quando vuoi trasferire un immobile approfittando del valore catastale ridotto
- Quando doni mantenendo l’usufrutto, così continui a usare o affittare il bene
Meglio evitare o rimandare quando gli equilibri tra più figli sono delicati, quando la somma intacca il tuo tenore di vita, o quando ci sono debiti in vista. Una regola d’oro: non donare mai denaro che potrebbe servirti. La generosità non deve trasformarsi in un problema per te tra dieci anni.
In sintesi, le donazioni familiari sono uno strumento potente ma delicato. Le donazioni familiari ben pianificate rafforzano la serenità della famiglia; le donazioni familiari improvvisate, invece, creano tensioni tra gli eredi. Prima di firmare qualsiasi atto, metti nero su bianco quanto vuoi donare e a chi, valuta la franchigia disponibile e stima l’imposta di donazione dovuta. Se il quadro è complesso, tratta le donazioni familiari come una vera scelta patrimoniale e fatti seguire da un professionista.
Disclaimer. Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista. Ogni situazione familiare è diversa: prima di procedere con donazioni familiari o di calcolare l’imposta di donazione nel tuo caso, rivolgiti sempre a un notaio o a un commercialista. Le norme fiscali possono cambiare nel tempo.
Domande frequenti
Le donazioni familiari devono passare sempre dal notaio?
No. La regola generale prevede l’atto notarile con due testimoni, ma le donazioni di modico valore — piccole somme o oggetti rapportati al patrimonio del donante — ne sono esenti. Per immobili e somme importanti il notaio è sempre obbligatorio.
Quanto si paga di imposta di donazione tra genitori e figli?
Tra genitori e figli la franchigia è di 1.000.000€ per ciascun figlio. Sotto questa soglia l’imposta di donazione è zero. Sopra, si applica il 4% solo sulla parte eccedente. La franchigia si somma su tutte le donazioni ricevute nel tempo dallo stesso genitore.
Posso donare denaro al figlio con un semplice bonifico?
Solo per importi di modico valore. Per somme rilevanti il bonifico «fai da te» non basta e può essere contestato dagli altri eredi. Serve un atto notarile che dia certezza giuridica alle donazioni familiari ed eviti liti future.
Cos’è l’azione di riduzione degli eredi?
È lo strumento con cui gli eredi legittimari (coniuge e figli) recuperano la loro quota minima di legittima se le donazioni fatte in vita l’hanno lesa. Può colpire anche immobili già donati e rendere difficile venderli per anni.
Cos’è una donazione indiretta?
È quando ottieni l’effetto di un regalo senza un atto formale di donazione, ad esempio pagando direttamente la casa intestata al figlio. È valida, spesso non richiede il notaio, ma ai fini della quota di legittima conta come le altre donazioni familiari.